Sindrome dell'occhio secco

La secchezza degli occhi colpisce milioni di persone in tutto il mondo. La condizione è più comune nelle donne dopo la menopausa, ma può colpire entrambi i sessi e tutte le età, compresi i bambini.

I sintomi di secchezza oculare sono ben noti a chi ne soffre

  • irritazione
  • arrossamento
  • sensibilità alla luce
  • costante sensazione di corpo estraneo nell'occhio

Tuttavia, questi sintomi sono meno frequentemente riconosciuti dagli operatori sanitari, che spesso li trascurano o li minimizzano.

La sindrome da occhio secco (nota anche con l’acronimo inglese DED, ossia Dry Eye Syndrome oppure semplicemente come Dry Eye) è una patologia multifattoriale dell'apparato lacrimale e della superficie oculare che determina sintomi di discomfort oculare, disturbi visivi ed instabilità del film lacrimale con conseguente danno potenziale della stessa superficie oculare.
È accompagnata da un iperosmolarità del film lacrimale e da un'infiammazione della superficie oculare.
Le lacrime svolgono un ruolo determinante nel conservare l'integrità della superficie oculare, proteggendola dall'aggressione dei microrganismi e salvaguardando la visione.
La alterazione, la riduzione o la scomparsa del film lacrimale possono danneggiare gravemente l'occhio. Questo, insieme a patologie associate, può condurre a

  • secchezza oculare
  • aumentata incidenza di infezioni
  • ulcerazione e perforazioni corneali causate dalla riduzione della quantità e della qualità delle lacrime.
Il film lacrimale protegge l'occhio mediante il lavaggio e l'allontanamento delle sostanze chimiche nocive e dei contaminanti ambientali dalla superficie oculare.

Questo film protettivo, che copre la superficie dell'occhio, è costituito da tre strati.
Lo strato esterno o lipidico è molto sottile e lipofilo. Questo strato, disposto sulla superficie del film lacrimale è secreto dalle ghiandole di Meibomio situate appena dietro le ciglia all'interno delle palpebre. Questo strato esterno impedisce l'evaporazione del film lacrimale.
Anomalie e malattie delle palpebre, come blefarite, orzaiolo e calazio, causano un aumento dell'evaporazione delle lacrime e occhio secco.

Lo strato intermedio o acquoso viene secreto dalle ghiandole lacrimali e rappresenta la maggior parte del film lacrimale. Questo strato fornisce alla superficie dell'occhio ossigeno e varie sostanze nutritive.
La sindrome di Sjogren è una malattia sistemica caratterizzata da occhio secco e bocca secca, interessa la ghiandola lacrimale, portando ad una diminuzione della componente acquosa della secrezione lacrimale.

Lo strato interno delle lacrime, o mucinico, è secreto dalle cellule caliciformi normalmente presenti sulla superficie dell'occhio. Questo strato riveste la superficie dell'occhio (epitelio) con una sostanza chiamata mucina, che permette alle lacrime di aderire alla superficie dell'occhio ed in particolare ai microvilli corneali.

I sintomi più comuni dell’Occhio Secco includono:

  • il dolore da irritazione oculare
  • la sensazione di granuli di sabbia
  • la diminuzione della tolleranza alle lenti a contatto
  • un'aumentata sensibilità alla luce.
Nelle prime fasi, i sintomi possono essere intermittenti, ma generalmente peggiorano nel corso della giornata.

Ci sono molti metodi per studiare la sindrome da occhio secco. Il primo ed anche il più semplice è il Test di Shirmer.
Il test consiste nell’inserire dietro le palpebre inferiori delle sottili strisce di carta bibula, millimetrate, in modo da valutare la quantità di lacrime prodotte dal paziente. È un esame da eseguire prima di ogni altra procedura diagnostica e con luce ambientale attenuata. Misura sia la secrezione basale (a riposo) che quella riflessa delle lacrime. Se il valore è inferiore a 10 mm parliamo di iposecrezione.

Il Test della secrezione basale (test di Jones): è una variante del test precedente. La differenza è che si instilla una goccia di anestetico locale nell’occhio e dopo 7 secondi si misura il grado di imbibizione della striscia di carta. Sottraendo il valore trovato con questo test da quello ottenuto con il Test di Shirmer abbiamo approssimativamente il valore della secrezione lacrimale riflessa. Se questi valori sono inferiori a 5 mm sono da considerarsi patologici.

Il Test di colorazione con fluorescina utilizza strisce di carta particolare colorate ad un’estremità con un colorante arancione ed inserite dietro la palpebra inferiore. Quindi, si osserva con luce blu cobalto della lampada a fessura. In questo modo è possibile valutare sia il break up time, cioè il tempo di rottura del film lacrimale e, quindi, della sua capacità di rivestire la superficie oculare; sia la eventuale presenza di aree di erosione della cornea e della congiuntiva conseguenti alla secchezza oculare.

Il Test con il Verde di Lissamina (Test di Van Bijsterveld) consiste nell’applicare una striscia di carta dove è fissato il colorante verde ed osservare tra il primo ed il quarto minuto, utilizzando la luce verde della lampada a fessura a bassa intensità. Da qui si ricava un punteggio legato alla quantità di settori corneo-congiuntivali colorati in modo puntiforme più o meno esteso.